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Spannolinamento: Sicuri di Sapere Tutto?

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Nel secondo o terzo anno di vita dei propri figli e con l’arrivo della bella stagione, ogni mamma si pone il dubbio se sia arrivato il momento giusto per levare il pannolino. Se poi manca poco all’inizio della scuola materna, diventa persino un obbligo pensarci.

Lo Spannolinamento è stato un tormento per ognuna di noi, ma alla fine abbiamo capito tutte che il problema non è abituare i bambini a farla “a comando”…ma capire quando riescono a sentire e trattenere lo stimolo e quando desiderano “fare cose da grandi”.

Abbandonare il pannolino, infatti, è un processo “fisiologico” che deve iniziare molto tempo prima dell’obiettivo che ci siamo prefissate. E’ un alternarsi di progressi e regressioni che deve iniziare molti mesi prima dell’arrivo delle mutandine e prevedere tanta pazienza.

E voi, sicuri di sapere proprio tutto sullo SPANNOLINAMENTO?

Vi racconto tutto quello che so e vi do tante info utili che mi hanno aiutata in questo difficile passaggio.


Qual è l’età giusta per levare il pannolino?


Come già accennato, non esiste un età “giusta”, alcune di noi sono state sorprese da un successo inaspettato a 18 mesi, altre hanno combattuto oltre i 36 mesi. Ogni bimbo ha i suoi tempi, ma generalmente accade tra i 2 e i 3 anni.

Ecco i segnali che fanno capire che il bambino è pronto per iniziare:

  • inizia ad imitare i comportamenti di adulti e fratelli maggiori
  • inizia a togliere da solo pantaloni e cerca di togliere il pannolino
  • comincia a mostrare curiosità per la pipì degli adulti e per bagno e water
  • gioca con pupazzetti e bambole parlando della loro pipì e pupù
  • è interessato a libri con racconti di vasini e mutandine
  • mostra segni di imbarazzo se sente lo stimolo come se si ponesse il dubbio sul dove farla
  • è capace ad eseguire azioni richieste o ad imitare i nostri movimenti
  • è in grado di di dire si o no con cognizione di causa
  • il pannolino resta asciutto per molte ore durante la giornata
  • il pannolino resta asciutto anche dopo i pisolini o al risveglio del mattino
  • fa la pipì più o meno alle stesse ore del giorno

Come preparare il bambino allo spannolinamento


Come dicevo, non attendiamo l’ultimo momento. La fretta è cattiva consigliera e rischiamo di trasmettere la nostra ansia da fallimento. Il bambino potrebbe entrare in confusione e potrebbe non sentirsi né stimolato né incoraggiato e soprattutto compreso nelle naturali fasi di passaggio e di consapevolezza del proprio corpo.

Cominciamo per tempo a:

  • spiegare cosa stiamo facendo quando siamo in bagno
  • utilizzare spesso le parole pipì e pupù dando loro una connotazione positiva e naturale
  • elencare gli svantaggi di indossare il pannolino (scomodità, cattivo odore, troppo caldo d’estate, diventare grandi, ecc…)
  • comprare insieme mutande o boxer colorati e con pupazzetti simpatici
  • farli familiarizzare con vasino o riduttore anche con indosso il pannolino
  • porre il vasino in bagno. Se il bimbo non mostra interesse, inizialmente collochiamolo in salotto o nella sua cameretta, ma solo per un tempo limitato. Deve associare quanto prima la pipì al bagno per una maggiore facilità di passaggio da vasino a WC (molti bimbi in realtà vogliono passare direttamente al WC!)
  • fargli vedere cosa c’è nel pannolino sporco dando loro l’obiettivo di capire lo stimolo e la conseguenza del “tesoro” scoperto che devono pian piano imparare a riconoscere
  • giocare a farlo indovinare se sta uscendo qualcosa, se sente lo stimolo deve imparare a riconoscerlo, ad avvisare e con un po’ di allenamento a trattenerlo per vedere uscire pipì o pupù nel vasino o nel WC
  • raccontategli che tutti fanno cacca e pipì, con una lista infinita di nomi di familiari, conoscenti e animali. Entrando nello specifico delle diversità di luogo dove la fanno e, nel caso di animali, di quantità
  • far diventare il bagno un luogo accogliente, in cui tutto sia alla sua portata e si possa sentire autonomo. Introdurre, oltre a vasino e riduttore, sgabelli per WC e lavandino
  • fargli indossare abiti particolarmente comodi e facili da levare anche da solo

Se nei mesi precedenti abbiamo lavorato con costanza e serenità, il bambino potrebbe anche sorprenderci nel non volere più il pannolino all’improvviso e nel mostrare forti segnali di autonomia.


Come togliere il pannolino


Primissima regola, la calma! Piuttosto rimandate o chiedete aiuto a nonni, amici o baby sitter se non avete il giusto tempo da dedicare o la tranquillità che va trasmessa al bambino per garantire successo e tempi rapidi.

Ecco qualche consiglio per togliere definitivamente il pannolino:

  • create in casa un clima sereno e di gioco evitando di far capire al bimbo che abbiamo un obiettivo
  • lasciatelo senza pannolino, meglio con indosso solo una t-shirt o vestitino, deve sentire bene la pipì che esce
  • non sgridatelo se sporca pavimento o divani, la pipì va riconosciuta e, con pazienza, fatta nel posto giusto
  • lodatelo ad ogni anche piccolo progresso
  • salutate pipì e pupù nel WC facendo ciao ciao con la manina (aiuta a non temerli e a familiarizzare con il WC)
  • fategli mangiare cibi salati o saporiti e fatelo bere spesso
  • fatelo uscire per brevi passeggiate di quartiere con indosso solo mutandine sottolineando che è una sua conquista
  • lasciate che veda adulti e fratelli andare in bagno per fargli comprendere il motivo e le modalità
  • create sin da subito una routine sul dove e quando: la pipì va fatta in bagno e appena svegli, dopo lunghi pisolini, prima del pranzo, prima di uscire e prima della nanna. All’inizio poggiatelo su vasino o WC e attendete qualche minuto senza costringerlo. Spiegherete solo la regola e che è importante provarci
  • solo in casi estremi e dopo molti tentativi falliti, lasciate il bambino a lungo sporco di pipì aspettando che sia lui a chieder di essere pulito. Questo fisserà il concetto che il disagio è il suo e la soluzione può trovarla da solo, seppur con il vostro amorevole supporto (che non deve quindi prevalere rispetto alla sua trovata autonomia)
  • quando capite che si sta sforzando per fare la cacca, le prime volte portate il vasino da lui anche con il pannolino. Fategli sentire che se fa “plof” è riuscito a farla. Molti bimbi hanno paura del dolore o della cacca stessa. Siate da subito accoglienti e ferme nel trasmettergli che se esce il mal di pancia passa e che tutti, ma proprio tutti, la fanno
  • Quando fa la cacca cercate di stargli accanto parlando dolcemente e lasciate a sua disposizione i libri più amati e quelli a tema o dei pupazzetti rassicuranti

E se fa la pipì di notte? Non è un problema!


Intorno ai 3 anni la maggior parte dei bambini ha tolto il pannolino, ma molti solo di giorno.

Per molte mamme toglierlo di notte è lo spauracchio più grande. Molti bimbi, soprattutto i maschietti, vivono questo ulteriore passaggio con difficoltà e disagio.

Il mio consiglio collaudato e di…toglierlo da subito anche di notte! Piuttosto tardate anche lo spannolinamento diurno, ma lasciate che intendano da subito che, non avere il pannolino di notte, è una conseguenza naturale così come non è necessario indossarlo di giorno.

Munitevi di coprimaterasso impermeabile o di traversine e lasciate che si bagnino e capiscano che lo stimolo deve svegliarli e che si può andare in bagno anche di notte.

Non siamo d’accordo su chi consiglia di non farli bere prima di andare a letto. La cena deve prevedere cibi non troppo salati e pesanti e il bambino deve sentirsi libero di dissetarsi se ne sente necessità. Così come gli adulti, deve riuscire a trattenerla fino al mattino o sentirsi libero di andare in bagno anche di notte.

Anche il bambino più distratto o il meno pronto, preferirà dormire o evitare di sporcarsi piuttosto che alzarsi!

Tutto questo potrebbe avere un inaspettato successo immediato o mettere in conto qualche nottata insonne a cambiare pigiama e letto o ad accompagnarlo in bagno. Ma ne varrà la pena se avrete risparmiato ulteriori anni di pannolini e un secondo spannolinamento di un bambino possibilmente più grande di età e più consapevole della fase di passaggio. Il pannolino di notte, infatti, in un bimbo più grande può consolidarsi come una comodità irrinunciabile.


Spannolinamento: cosa evitare


Per avere maggiore successo e uno spannolinamento veloce, vi consiglio di:

  • non far capire al bambino che tutta l’attenzione della famiglia è su di lui e sul raggiungimento di un suo risultato
  • evitare di creargli aspettative o di mettergli fretta
  • non levatelo in coincidenza con altri cambiamenti stressanti, tipo inizio della scuola, arrivo del fratellino, lutto in famiglia, trasloco, ecc…
  • non ricattatelo con punizioni o premi. Il problema deve sempre essere percepito come suo, così come la vittoria. L’unico premio ottenuto sarà la sua autonomia! Ne andrà fiero e la desidererà tanto quanto voi
  • allinearvi con le maestre (di nido se state iniziando o della materna se siete nelle fasi di consolidamento) su comportamenti da assumere in caso di mutandine bagnate per sbaglio. E’ indispensabile la coerenza per non creare in lui confusione o possibili regressioni.
  • non scoraggiatevi e non interrompete i tentativi in caso di regressione. Dopo qualche giorno di apparente vittoria sul pannolino, potrebbe tornare a bagnarsi…succede a molti! Se ci mostriamo comprensive e al contempo decise nel non tornare al pannolino, tornerà presto a considerare più corretto e naturale farla nel WC
  • attendete e cercate di individuare il momento giusto PER LUI ed abbiate fiducia in vostro figlio. Non vivete questa fase come un esame da superare, ma come una liberazione per tutta la famiglia e soprattutto PER LUI!

Spannolinamento: il metodo EC


Il Metodo EC (Elimination Communication) sta prendendo sempre più piede soprattutto in America. Prevede un’educazione fin dal 2° mese di vita volta a far assumere le giuste posizioni, i giusti comportamenti e ad individuare il luogo corretto per fare pipì e pupù.

Già il nome sottolinea l’importanza della comunicazione mamma-bambino perché è essenziale cogliere i primi segnali (non verbali) di stimolo del neonato per poi posizionarlo su vasino o water in tempo per lasciarlo abituare, senza costrizioni o rimproveri.

Fa riflettere il fatto che in passato, ma anche oggi nei Paesi molto poveri, i bimbi riescano a trattenere pipì e pupù precocemente perché fortemente motivati a liberarsi di stoffe bagnate e sporche. Nell’era moderna i pannolini “sempre asciutti e puliti” hanno tardato questo naturale desiderio di indipendenza.

L’EC è un metodo molto impegnativo per i genitori ma molto vantaggioso:

  • per il bambino che diventerà autonomo molto presto
  • per l’ambiente perché si evita di inquinare per anni
  • per l’economia di tutta la famiglia per un evidente risparmio sull’acquisto di pannolini

Spannolinamento: il metodo dei 3 giorni


Ormai noto a tutte come il Metodo dei 3 giorni, si chiama in realtà Metodo Fellom (dal nome dell’insegnante di scuola materna che lo ha proposto) e garantisce uno spannolinamento velocissimo in soli tre giorni.

1° GIORNO = lasciate il bambino senza pannolino né mutandine in giro per casa e portatelo sul vasino ogni volta che mostra segnali di dover fare pipì. Se si siede da solo, lodatelo. Secondo Fellom il bambino capirà già il primo giorno dov’è giusto farla: dopo 12 tentativi andati a vuoto, al 13° andrà da solo.

2° GIORNO = fate capire la regola che la pipì va fatta prima di uscire di casa e prima di fare la nanna. In questa giornata, quindi, fate molte piccole uscite facendolo prima sedere sul vasino o WC senza chiedere se abbia bisogno di fare qualcosa. Va solo spiegata la regola e atteso qualche minuto. Non la farà a comando, ma se lo poggerete sul WC facendogli capire che deve almeno provarci, poi assimilerà il concetto del dove e quando.

3° GIORNO = Continuate a lasciarlo senza pannolino e mutandine in casa e fategli notare che non ha più bisogno del pannolino neanche fori casa. Voi consoliderete la tecnica e lui acquisirà sicurezza e autonomia.

Secondo Fellom il metodo funziona se il bambino è fisicamente pronto e se mamma e papà sono tranquilli e pazienti. Se continua a farla addosso, consiglia di fermarsi per provare in un secondo momento.


Gli accessori indispensabili


IL VASINO: Utilizzato inizialmente come giocattolo, è perfetto per i bimbi che iniziano presto e per quelli che mostrano iniziale paura per la profondità del water. Consiglio di non usarlo per bimbi grandi che potrebbero tardare a passare al riduttore e di posizionarlo quanto prima stabilmente in bagno. Attenzione ad alcuni vasini economici che risultano troppo scomodi e meno igienici. Vi consiglio quello di Okbaby per stabilità, schienale alto e vaschetta estraibile e quello costoso ma tanto amato dai bambini della Fisher-Price che emula in tutto e per tutto un wc. Il nostro preferito, però, è il Baby Gear della Fisher-Price che fa suoni premianti e si trasforma in un solido sgabello per wc o lavandino.

RIDUTTORE PER WC: Indispensabile per una seduta comoda e stabile sul WC dei grandi. Consiglio quello della AGAKY che ha un sedile ergonomico, comode maniglie e si adatta stabilmente su ogni tipo di water.

RIDUTTORE CON SCALETTA PIEGHEVOLE: E’ la nuova versione di riduttore, fondamentale per rendere autonomi i bimbi fin da subito. Incorpora riduttore e sgabello in un solo acquisto e in un solo stabile accessorio del bagno e lo si può facilmente mettere, togliere e riporre a lato del WC. Vi consiglio quelli della Keplin e della Adovel.

MUTANDINE O BOXER di cotone: Ne vanno comprate proprio tante e vanno scelte colorate e con pupazzetti simpatici o i personaggi del cuore. Meglio se scelte con il bimbo che deve desiderare indossarle e viverle come una conquista. Vi consiglio le confezioni da 6 o 12 paia di Adorel e Anntry, ottimo rapporto qualità prezzo.

MUTANDINE DI APPRENDIMENTO: Mutande di cotone spesso imbottite. Sono lavabili e parzialmente contenitive. Le consiglio durante le passeggiate e di notte perché arginano le perdite. A mia figlia ha inizialmente rallentato l’apprendimento, quindi ne sconsiglio l’utilizzo nella fase di consolidamento dello spannolinamento. La pipì che cola sulle gambine e sentirsi davvero sporchi può risultare indispensabile per comprendere l’importanza di trattenere la pipì e di farla nel posto giusto. Sono utilissime però nei primi giorni senza pannolino per non dover continuamente pulire tutta casa e non far cadere il bimbo nella pipì (dalla quale spesso scappano). Vi consiglio quelle della HaimoBurg perché allegre, comode e a prova di 1000 lavaggi e asciugatrici.

CIABATTINE ANTISCIVOLO: Quelle utilizzate per andare in piscina o al mare. Utili per evitare che il bambino cada nella pipì e che sporchi scarpe difficili da pulire. Ho utilizzato quelle Crocs, perfette d’estate, ma anche in altre stagioni con i calzini. Morbide sui piedini ma solide sul tallone per sostenere bene le caviglie nel caso dovessero camminare (o correre!) sulla loro pipì per terra.

RIDUTTORI PORTATILI: Indispensabili per le passeggiate fuori casa o per andare nei bagni pubblici…E’ un classico il bisogno di usare il bagno del Supermercato dove scarseggiano igiene e WC a misura di bambino. A mia figlia è piaciuta da morire la ranocchietta di Meteor, un’amica simpatica, rassicurante…e molto solida! da tenere sempre in borsa. Utilizzata anche dopo lo spannolinamento per evitare il contatto con wc poco igienici. Vi segnalo anche quello della Polette perché può essere utile in viaggi lunghi in macchina.

COPRIMATERASSO: Consiglio di metterlo nel lettino. A me è piaciuto tanto quello della Dreamize perché traspirante, anallergico, antiacaro e antibatterico, 100% impermeabile.

LIBRI SULLO SPANNOLINAMENTO: Tanto amati dai bimbi. Inizialmente sono attirati da rumori e finestrelle, poi cominciano ad incuriosirsi all’argomento e si immedesimano nel protagonista. I più belli ed efficaci sono: “Posso guardare nel tuo pannolino”, “Ciao Vasino!”, “Toilet Train” di Bing, “Lupetto usa il vasino”, “Basta pannolino!”, “La cacca”.

CALENDARIO o TABELLA DEI PROGRESSI: Gioco per introdurre l’argomento, per incentivare il bambino e per renderlo consapevole che i successi sono tutti suoi!

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